Istituto di Istruzione Superiore

"Zappa-Fermi"

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La classe 3^C in gita a Parigi – marzo 2015

NON SOLO UN MITO TURISTICO
La classe 3 C a Parigi ovvero 13 persone a Parigi dal 7 al 12 marzo (2 prof.11 studenti 10 femmine 1 maschio.)
Parigi bellissima, sempre.
Noi , incantati e motivati vogliamo vedere tutto, la Parigi “solita”e quella ‘insolita: la gotica Notre Dame, il candido Sacre Coeur, Saint Eustache, Saint Etienne du Mont, il Pantheon, la Madeleine, la Concergerie, il Louvre, il più bel museo del mondo nel più bel palazzo del mondo.
La tour Eiffel,enorme giocattolo di ferro ,straordinario prodigio di tecnica e di eleganza,l’abbiamo vista di giorno, di notte ,sopra, sotto ,illuminata, fotografata in 1000 maniere, dal bateau mouche , dal Trocadero, da les Invalides, da Montmartre, dal Centre Pompidou, portata agli amici come souvenir, la vedi sempre e sempre ti sorprende.
Abbiamo iniziato dall’Arc de Trionphe, poi, gli Champs Elisee, il Grand Palais, il Petit Palais, place de la Concorde con l’obelisco di Luxor, i giardini des les Tuileries, la piramide del Louvre,  rue Rivoli, il palais Royal,  la comedie francaise, i passages e i grands boulevards.
L’Ile de la citée ci regala un tramonto bellissimo, la Senna, les bouquinistes, Pont des arts, Pont neuf, Pont au Duoble , la libreria Shakespeare & Co, il Palazzo di giustizia, i ragazzi che giocano alla pétanque a place Dauphine, i ragazzi che suonano sul Pont neuf, i ragazzi ..che si amano
Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour ….come ha scritto Prevert, le statue viventi, quelle candide e bellissime del Canova, la Nike, la Venere di Milo al Louvre, la ballerina di Degas al museo D’Orsay.
Ci siamo inebriati di profumi da Fragonard, visitato l’ingresso della neobarocca ‘Opera Garnier, fatto shopping ai Grandi magazzini Lafayette e pranzato nei sotteranei de la Madeleine.
La domenica nell’affollatissimo Marais abbiamo visitato la casa di V. Hugo,  l’Hotel de Sully e place des Vosges, quadrata e perfetta, les Halles enorme centro commerciale in costruzione nato sugli antichi mercati.
In discesa, dal Pantheon attraverso la pittoresca rue Mouffetard, vivace e colorato mercato rionale, siamo finiti nella pace della Moschea di Parigi ,con i suoi giardini ,le fontane, i mosaici policromi …un’altra Parigi.
L’Hotel de Ville ci ha regalato una bella mostra fotografica sulla Parigi dagli anni 30 ad oggi dell’agenzia Magnum e dall’ultimo piano del provocatorio Beaubourg abbiamoammirato la città nella sua “grandeur”
Ci siamo innamorati di Montmartre con le sue viuzze, le sue piazzette, le sue scale, le case colorate immortalate dagli impressionisti e del quartiere latino con le sue librerie, la Sorbonne i giovani studenti ed i locali per abbindolare i turisti.
Quante vie, quante piazze, quanti ponti, quanti visi, quanti passi…. siamo arrivati, in cerca di crepes, perfino a Montparnasse e al chateau des Vincennes, vicino a casa.
Vicino a casa abbiamo reso omaggio con un mazzo di fiori bianchi alle vittime dell’attentato terroristico al supermercato kosher di gennaio (vicinissimo al nostro hotel).
Quanta metropolitana, quante metropolitane /linea 1 ,4,9 ,12, 8, gialle, verdi, rosa, viola, grandi, piccole, moderne, rumorose, affollate, deserte, maleodoranti, musicali, in salita, in discesa, decorate, ipertecnologiche, a tutte le ore del giorno e della notte, frequentate solo da impiegati o dal mondo intero.
Quanti visi,quanti occhi ,mille lingue,mille sorrisi,anche e soprattutto i nostri…un po’ stanchi la sera… siamo quasi arrivati …a droite a droite….si cambia a Nation….si scende a Saint Mande, ..uscita Joffre … a la Tourelle….(non è una stazione)…..qualcuno per dire all’hotel dice.”si scende qui per andare a casa ?”
A casa siamo tornati ..felici anche se con un po’ di malinconia.
AUREVOIR PARIS